Formazione finanziata: un’opportunità per far crescere il valore della propria l’Azienda

Formazione finanziata: un’opportunità per far crescere il valore della propria l’Azienda

Innovare, cogliere opportunità, creare, differenziarsi: quanti stimoli sono necessari in un’Azienda per sopravvivere oggi!
Se oggi facciamo bene, dobbiamo già pensare al domani.
Se il prodotto o servizio promosso è di successo, dobbiamo già pensare a quali azioni sono necessarie per mantenere o migliorare ancora il risultato.
Questo è (e sarà sempre) il vero spirito d’impresa.
“Se non cambiasse mai nulla, non ci sarebbero le farfalle” (fonte anonima)
Coltivare questa filosofia aziendale per favorire l’attitudine alla capacità di differenziarsi, crescere e distinguersi, è una necessità. Ricordare che le risorse umane sono il primo valore aziendale, vero e proprio volano di stimoli, è prima di tutto un dovere.

La formazione finanziata è lo strumento aziendale principe per ogni impresa che sceglie di investire nella formazione ed aggiornamento dei propri dipendenti. Un’occasione fondamentale per consolidare le competenze del proprio staff, arricchire il bagaglio formativo e migliorarne la motivazione e il rendimento.

La caratteristica di questa tipologia di formazione è che viene finanziata attraverso Fondi messi a disposizione delle imprese.

Nessun onere per l’Azienda perché il compenso è ricavato dal finanziamento del Fondo.

Si tratta di Fondi Pubblici e Fondi Paritetici Interprofessionali ai quali ogni impresa può decidere di aderire.

L’adesione ai Fondi è gratuita.

Un datore di lavoro può chiedere all’INPS di trasferire una percentuale del lordo delle buste paga dei dipendenti dell’impresa che aderisce. L’imprenditore si trova così ad avere a disposizione un ammontare che si accumula nel tempo (a fondo perduto) e che è a disposizione dell’impresa per finanziare interventi o corsi di formazione.

La percentuale del lordo delle buste paga che viene prelevata dal Fondo non è altro che il cosiddetto “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria” che l’azienda è tenuta comunque a versare all’INPS. Per i datori di lavoro che non aderiscono ai Fondi Paritetici Interprofessionali resta fermo l’obbligo di versare all’INPS il contributo integrativo secondo le consuete modalità.

I primi Fondi Paritetici si sono costituiti nel 2003, in applicazione a quanto previsto dalla L. n.388 del 2000. Le imprese che vi aderiscono destinano una quota pari allo 0,30% dei contributi versati all’INPS alla formazione dei propri dipendenti. L’INPS quindi trasferisce il contributo al Fondo prescelto, che finanzierà le attività formative per i dipendenti delle impresa aderente.

I fondi finanziano del tutto o in parte piani formativi aziendali, territoriali, settoriali o individuali.

I Fondi esistenti sono numerosi, a seconda del settore economico: industria, agricoltura, terziario, artigianato. Alcuni esempi di Fondi Interprofessionali esistenti e autorizzati: Fondimpresa (imprese industriali), FOR-TE (aziende del terziario); FON-TER (imprese del settore terziario: comparti turismo e distribuzione servizi); Fondo professioni (studi professionali e aziende collegate); Fondartigianato (imprese artigiane); Fond.e.r (enti religiosi); Formazienda .

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